05.27.07
Pubblicità, vincono freepress e online
Secondo Nielsen Media Research, nel trimestre gennaio-marzo 2007 gli investimenti pubblicitari nella freepress (Metro, Leggo, City, 24 Minuti) hanno raggiunto un fatturato di oltre 22 milioni di euro, pari al 5% della spesa pubblicitaria per i quotidiani a pagamento.
La stampa ha registrato globalmente un aumento del 5,1% rispetto al primo trimestre del 2006. Gli investimenti nei quotidiani sono aumentati del 7,7%. I periodici riportano invece solo una leggera crescita (+0,9%). In calo tv (-4,7%) e radio (-3,5%). Internet esplode con un aumento del 44,2%.
Il N.Y.Times si restringe
Il 24 maggio Bill Keller, executive editor del New York Times, ha promesso ai colleghi una ventata di aria fresca in redazione, dovuta alla graduale riallocazione delle risorse dalla stampa all’online. A cominciare dalla riduzione del formato del giornale, che si restringerà di 1,5 pollici (circa 4 cm) alla fine della prossima estate.
E’ prevista inoltre una pagina di pubblicità per la sezione Esteri. Si cercherà poi di limitare il salto dalla prima pagina a quelle interne, per gli articoli più importanti. Nonostante l’aumento delle pagine, le notizie si ridurranno del 5%. La lunghezza media dei pezzi, oggi intorno alle 1200 battute, si attesterà intorno alle 800 o 900. La parola d’ordine sembra essere “Meno vuol dire più, quando non meglio“.
05.21.07
I freepaper si scontrano online
I due principali freepaper di New York, Metro New York (di Metro International) e AM New York (di Tribune Company), preannunciano una lotta all’ultimo click. Metro ha infatti annunciato che presto rilascerà un sito web completamente rinnovato, vedendo interessanti opportunità di business nell’online.
AM New York aveva preceduto il suo diretto concorrente pubblicizzando il sito sulle pettorine dei distributori e su quasi tutte le pagine dell’edizione cartacea. Le visite mensili al momento si attestano sulle 315.000, pari alla tiratura del giornale.
Interessante la strategia della freepress di colonizzare la rete, al pari di ciò che fecero ormai più di una decina di anni fa i maggiori quotidiani americani. A noi resta l’incognita del profilo dei lettori online: se si trattasse degli stessi pendolari, non sarebbe un gran successo. Se invece i freepaper riuscissero a conquistare nuove nicchie di pubblico, significherebbe da un lato aumentare la competizione con i quotidiani di qualità, dall’altro mettere la parola “fine” al legame con il fenomeno del pendolarismo, grazie al quale il modello di business dei quotidiani gratuiti si è potuto affermare.
05.20.07
Thomson rileva Reuters
Il 15 maggio scorso si è concluso ciò che gli analisti finanziari si attendevano da qualche tempo. Dopo la liquidazione di asset per un totale di 7,75 mld US$, il gruppo editoriale canadese Thomson ha acquisito Reuters per 17,23 mld US$.
Rassicurati anche coloro che temevano per lo snaturamento della linea editoriale del gruppo inglese. L’operazione ha infatti ottenuto il via libera dalla stessa Reuters Founders Share Company, l’organo che aveva il compito di assicurare che fosse rispettata l’indipendenza editoriale.
Lo stato dei media nel 2007
E’ online la quarta edizione del report annuale sullo stato del giornalismo americano. Per ogni tipologia di medium (quotidiani, settimanali, online, tv via cavo locale e nazionale, radio…) sono indicati nel dettaglio l’audience, gli assetti proprietari, il quadro economico, corredati da grafici e tabelle.
Segnalo tra le cose più interessanti Digital Journalism, a Topography, un’analisi quantitativa dei siti web di alcuni dei più importanti giornali americani.
Media economics
Ho aperto questo blog per un corso seminariale di Psicologia dei Nuovi Media, che sto seguendo all’università. Come avrete intuito dal titolo, si tratta di un blog sugli andamenti del mercato editoriale, dove da “insider” posterò notizie di economia dei media e risultati di ricerche scientifiche.
Stay connected.